Monti Simbruini - Livata Escursioni 2.0

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Monti Simbruini, qualche informazione.

I Monti Simbruini nacquero circa 5 milioni di anni fa e tutt’oggi troviamo numerosi resti fossili per la loro antica formazione sott'acqua.
I Monti Simbruini sono costituiti quasi esclusivamente da unità mesozoiche da un aspetto di piattaforma carbonatica di età compresa tra 220 e 60 milioni di anni. Pochi affioramenti di depositi più recenti sempre carbonatici ma con aspetto diverso sono riscontrabili alla periferia settentrionale della dorsale.
Depositi di natura silicoclastica, in età compresa tra i 23 e i 5 milioni di anni, sono presenti solamente a SE nelle valli del Fiume Aniene, a NE nella Valle Roveto e a N nella piana di Carsoli.
Le Aree estese di coperture quaternarie, rappresentate da conglomerati e brecce calcaree di varia origine, completano il quadro dei principali affioramenti dell'area.
La catena dei Monti Simbruini formata da rocce calcareo-dolomitiche è orientata in direzione NW-SE ed è lunga circa 150 km.
L'area dei Monti Simbruini si è originata in un settore di crosta terrestre coperta dal mare nel quale si sono accumulati notevoli spessori di sedimenti poi trasformati in rocce calcaree; successivamente è stata soggetta a movimenti di intensa deformazione che hanno portato alla formazione dell'odierna catena
montuosa. Le montagne del Lazio erano anticamente i fondali di un mare tropicale chiamato Tetide, oggi scomparso. In questo mare si depositavano frammenti calcari, misti a frammenti vegetali e animali; tali sedimenti si possono oggi rinvenire nelle rocce del Parco.

Per l'evidente natura carbonatica della maggior parte del massiccio simbruinico, il fenomeno carsico risulta molto sviluppato.

I rilievi, sotto l'azione delle acquee meteoriche debolmente acidulate dall'anidride carbonica atmosferica e quella rilasciata dagli strati superficiali di humus, risultano corrosi ed erosi nelle forme più varie.
Sui Simbruini i grandi avvallamenti carsici o "campi" sono numerosi come i noti "Campo Ceraso", Campo dell'Osso, Campo della Pietra ed in particolare il Piano di Camposecco nei pressi di Camerata Nuova. È questo il più spettacolare altopiano dei Simbruini, con numerosi inghiottitoi e doline, alcuni anche vasti e profondi.
Attraverso queste fenditure superficiali le acque iniziano lunghi percorsi sotterranei che conducono infine alle numerose sorgenti di fondovalle.
La ricchezza idrica, da cui il toponimo "Simbruini" (sub-imbribus "sotto le piogge"), è una delle caratteristiche peculiari dell'area, tanto che l'acqua che sgorga da queste montagne rifornisce anche parte della capitale e del sud hinterland.
È sicuramente l'acqua la protagonista dei Monti Simbruini. Infatti l'alta Valle dell'Aniene è sempre stata una zona donatrice di acqua, già gli antichi romani a varie riprese prelevarono l'acqua per mezzo di imponenti acquedotti: Marcio, Claudio, Anio Vetus e Anio Novus.
Le abbondantissime piogge e le nevi, unitamente all'ambiente carsico, hanno creato le condizioni per un sistema di sorgenti pedemontane, da cui tutt'oggi viene prelevata acqua potabile utilizzata per dissetare parte dell'area urbana di Roma, quella dei Colli Albani e di molti comuni ubicati nell'alta Valle del Sacco.

I Monti Simbruini, insieme ai Monti Ernici, costituiscono una struttura idrogeologica fra le più imponenti dell'Appennino centro- meridionale .
Il piano montano dei Monti Simbruini è caratterizzato da importanti aree forestali che si estendono a un'altezza compresa tra i 800 m e i 1800 m.
Il faggio caratterizza l eccellenza preferisce gli ambienti moderatamente umidi e terreni mediamente acidi e nei simbruini.
La faggeta la fa da padrona ma non è mai pura e vive in piccole  comunità miste di Acero Montano , scendendo di quota e a seconda dell'esposizione, troviamo costituiti comunità di Carpino Nero e Cerro/Leccio della famiglia del Quercus; in alcune zone del Parco esiste una piccola stazione di Abete bianco.
Nello strato arbustivo delle faggete sono presenti l'Agrifoglio ed il Ginepro.
In quello erbaceo si trovano diverse specie di Primule, Giglio.

Il Parco dei Monti Simbruini ospita numerose specie animali tipiche dell'Appennino tra i quali popolazioni di Cervo, Cinghiale, Capriolo e Lupo.
Esistono inoltre presenza non permanete dell'Orso Bruno Marsicano.
Altri mammiferi di rilievo quali il Gatto Selvatico, il Moscardino, la Martora, la Puzzola, la Faina, l'Istrice e la Lepre .
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